Workshop Il Flusso del Piacere & il Potere di Attrazione

7. IL PROBLEMA DELLA MADRE E DEL PADRE: L’ESSERE UMANO

dalla dispensa de Il Piacere che Genera & l’Intenzione Manifestante

IL TESSUTO MADRE RIFLESSO NELL’UOMO

Tutto quanto abbiamo esposto nella descrizione del Tessuto Madre trova il suo esatto riflesso nell’essere umano. Nasciamo tutti da un atto di copulazione accompagnato dall’energia del Piacere. Nella gestazione uterina e nella prima infanzia viviamo in uno stato di completa fusione e appartenenza con il tutto. In quella fase il bambino necessita primariamente la Relazione: è attraverso la Relazione che ottiene cibo, amore e cure. Per questo motivo non ha inizialmente nessun problema di Partecipazione con l’ambiente esterno e con le figure di accudimento: tende cioè a partecipare pienamente con la vita.

Il bambino neonato è Tessuto Madre in pieno Flusso del Piacere. Puro Piacere: senza un passato; e quindi senza pensieri e senza condizioni; e anche senza consapevolezza.

L’intero funzionamento del neonato è basato sulla gestione e sul mantenimento integro del piacere. In questa prima fase di vita questo processo di autoregolazione del Piacere avviene in modo totalmente inconscio: quando il bambino percepisce la perdita di piacere si lamenta e piange, cercando dall’esterno un aiuto che gli garantisca il preservare integro della sua dimensione piacevole.

Osservando dall’esterno il funzionamento di un neonato è come vedere il Tessuto Madre in azione nel mantenimento della Creazione e dell’Armonia: c’è da far crescere una creatura e ogni singola cosa o episodio che minaccia questo stato armonico richiede un intervento immediato.

Il bambino esprime il bisogno di qualcosa che gli manca lamentandosi col pianto; la madre accorre e lo soddisfa; si ripristina l’armonia del piacere e la crescita della creatura può procedere.

 

LA PERDITA DEL PIACERE

Purtroppo però questa realtà ideale spesso e volentieri non è quello che accade sul pianeta Terra. A causa di mancanze, traumi, shock, carenze di accudimento, di comprensione e affettive, il bambino impara presto a capire che per mantenere l’integrità del Piacere deve scendere a contrattazioni: se il pianto con cui si lamenta del sonno non è per esempio ben gradito dall’esterno, capisce che continuando a piangere rischia di perdere l’aiuto necessario, per lui imprescindibile. Impara quindi a manipolarsi per regolare il pianto e assicurarsi a qualunque costo la vicinanza di qualcuno.

Diventa così progressivamente un esperto contrattatore: sentire la necessità del piacere diventa secondario rispetto al garantirsi la vicinanza del sostegno. Nel tempo così il cervello viene istruito a ricordare bene la strategia che assicura la vicinanza:

si adegua a un agire vincolato da condizioni e dimentica la libertà di agire seguendo il Flusso del Piacere che lo abita.

Il meccanismo animale di sopravvivenza, gestito dal cervello Rettile, e quello di tutela del sistema emotivo nervoso, gestito dal cervello Limbico, prevalgono sul suo potere di scelta che non è ancora sviluppato.

Così il bambino perde di vista la sua origine autentica: quella della Memoria del Piacere. Perde l’attitudine alla qualità, che misura il Piacere, e sviluppa quella della quantità che misura il fare. Già, il potere di scelta. Nella Genesi del Vecchio Testamento c’è scritto: “E dio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza; a sua immagine creò l’uomo…” Per qualche ragione a un certo punto il Tessuto Madre generò l’essere umano: l’unico dotato di un potere immaginativo, cioè capace di immaginare qualunque creazione; di un senso di individuazione, cioè del sapere che è al tempo stesso singola unità vivente del Tessuto e parte integrante di tutto il Tessuto; di una capacità discernente, cioè del poter decidere se vivere e agire come il Tessuto; di un potenziale creativo in tutto e per tutto simile a quello del Tessuto stesso.

Il Tessuto Madre ha dato tutto il suo potenziale all’uomo, con tutte le sue caratteristiche, e lo ha dotato di consapevolezza e discernimento.

Gli ha creato paradossalmente un percorso evolutivo nel quale già all’inizio della vita è forzatamente costretto a perdere la memoria della sua origine, per le ragioni che abbiamo descritto sopra parlando del bambino e dei suoi contratti.

Se durante la prima infanzia le manipolazioni funzionali alla conservazione del piacere prevalgono sulla sua percezione sentita e integra, nel piccolo bambino e futuro uomo si generano queste conseguenze:

  • diventa principalmente un soggetto difensivo: cerca a qualunque costo e con qualunque modalità di proteggere le strategie che nella sua memoria gli hanno permesso in passato di tutelare un piacere che nemmeno ricorda più.
  • Comincia a immaginare se stesso, gli altri e la vita conseguentemente solo attraverso le strategie e condizioni che lo hanno reso manipolativo.
  • Diventa un individuo auto manipolato e manipolante: non può più fidarsi della vita.
  • Continua a illudersi che quelle strategie manipolative gli daranno ancora piacere; in verità nel perpetuarle rafforza le strategie e diminuisce la percezione del Piacere.
  • Scollegato dalla percezione dell’insieme, non si ricorda più del Tessuto, della sua vera origine: usa la sua capacità discernente per difendere le strategie proteggi-piacere, o solo per le faccende pratiche di sopravvivenza, senza sapere che la potrebbe usare per vivere la sua origine creativa.
  • Assume comportamenti ripetitivi e rigidi, figli degli schemi condizionati a suo tempo memorizzati: perde la percezione consapevole del Flusso, non sa più affidarsi né Fluire.
  • Si sforza di conservare; teme il cambiamento; perde l’attitudine a creare.

Il risultato di tutto questo è che l’uomo non sa più chi è veramente.

 


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