L'IDEATORE
Abheeru

Abheeru

The soul gardener

Abheeru

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The soul gardener

In questa vita ho scelto un inizio sicuro, con radici contadine di antenati che hanno dedicato la loro vita alla terra. Il culto del lavoro. La qualità della dedizione. L’unione familiare e la perseveranza. Ho cominciato a sentire il lamentio dell’Anima che mi abita verso i tredici anni: la prima crisi esistenziale mi ha spinto a cercare tutto l’opposto di quelle radici. Seguirono diversi tentativi di redenzione e di adeguamento al buon funzionamento nella società moderna: gli studi, il lavoro, una compagna, i soldi, una buona posizione sociale: ci riuscivo anche, ma il lamentio dell’Anima cresceva … Fino a che, questa amica, socia, compagna fedele e infedele, a un certo punto ha deciso di farsi sentire in modo più roboante: eventi importanti hanno fatto diventare quel lamento un urlo. Mi ha spinto a cercare in India, da Osho, alla ricerca di chi ero veramente. Grazie al Maestro compresi che era tempo di iniziare una storia d’amore, e non di guerra, con la vita e con me stesso. La ricerca mi ha reso più sensibile alla percezione e al volere della socia Anima, che ho nel tempo cercato di sposare con il dna contadino: un matrimonio all’inizio non semplice, tra due partner che spesso difendevano strenuamente le proprie convinzioni. La vita divenne un a grande altalena. Anni dedicati alla spiritualità. Seguiti da anni dedicati al dna: famiglia, figli, orari scanditi, impegno quotidiano, lavoro stagionale; cercando a fatica pause, spazi di nulla, nei quali incontrare un’ispirazione che confermasse all’Anima che ero ancora vivo per Lei. Quell’altalena mi ha portato nella luce e poi nel buio più profondo. Fino a che l’amica/socia Anima ha richiesto prepotentemente il suo spazio: ha manifestato un tumore lungo sei anni e ha condotto con gran decisione la mia ricerca nel corpo, nei reparti oncologici e nella missione di imparare a trasformare il disagio. Per portare a buon fine il matrimonio interiroe, alla lezione del corpo serviva coniugare l’appagamento delle richieste del Me contadino, : “Cara amica, che ne dici se facciamo un posto in cui entrambi abbiamo di che vivere e godere? Ti costruisco un luogo nel quale passeranno umani da guarire, come piace a te. E ci metterò l’orto e il bosco e le piante da frutta come piace a me. Che ne dici?” E così oggi mi trovo qui, alla Fattoria del Soul, il luogo dove i due partner inseparabili hanno trovato armonia e dove condivido, con l’aiuto di altre creature in cammino, questa esperienza abbondante di vita.